Generatore di UUID

Generatore di UUID

Genera UUID v4, v7, v1, v3, v5 o v6 istantaneamente nel browser. Conforme RFC 4122/RFC 9562. Generazione in blocco, cronologia di sessione e copia con un clic.

Aggiornato aprile 2026

Revisionato da Rafael Duarte

CONFIGURAZIONE
Versione UUID

v7 incorpora un timestamp Unix in ms come prefisso: gli UUID si ordinano per data di creazione. Non serve una colonna di sequenza separata per le prestazioni degli insert nel database.

Generazione multipla LIMITE: 100
Suggerimento

Usa Ctrl+G per rigenerare all’istante. · Shift+Invio per copiare.

RISULTATO GENERATO

Pronto per la produzione

Clicca su «Genera nuovo» per creare un UUID

Come generare un UUID online

Generatore UUID con tutte le versioni, anche in blocco

1. Scegli la versione

La v7 è preimpostata ed è la scelta consigliata. Passa alla v4 se vuoi un valore puramente casuale, oppure a v3/v5 per ottenere ID deterministici.

2. Imposta quanti ne servono

Da 1 a 100 per volta. Con v3 e v5 il risultato è sempre uno solo: essendo deterministici, lo stesso input restituisce sempre lo stesso UUID.

3. Copia il risultato

Clicca sull'UUID, premi Shift+Invio oppure usa il pulsante di copia multipla per portarti dietro l'intero blocco.

Cosa offre questo generatore di UUID

RFC 4122 e RFC 9562: dalla v1 alla v7

Sei versioni nello stesso strumento

v1, v3, v4, v5, v6 e v7: casuali, basate su nome o ordinate nel tempo, senza cambiare sito.

Generazione in blocco

Fino a 100 UUID in un colpo solo, copiabili uno per uno o tutti insieme.

`crypto.randomUUID()`

La casualità arriva dal CSPRNG del sistema operativo tramite le Web Crypto API del browser, non da Math.random().

Va bene anche come generatore di GUID

Il GUID di Microsoft usa lo stesso formato a 128 bit della RFC 4122: i valori sono intercambiabili.

Cronologia della sessione

Ogni UUID generato resta salvato nel browser: puoi segnarlo come già usato, ricopiarlo o eliminarlo dalla lista.

Link di condivisione

Crea un link che, una volta aperto, ricarica esattamente lo stesso UUID: comodo per mandarlo a un collega in fase di review.

Com'è fatto un UUID

Ogni UUID segue lo schema `xxxxxxxx-xxxx-Mxxx-Nxxx-xxxxxxxxxxxx`, dove M è la versione

Versione ed esempio
Cosa contiene
v4 — `550e8400-e29b-41d4-a716-446655440000`
Cifra di versione 4; tutti gli altri bit utili sono casuali
v7 — `0191d2a0-1234-7a3f-9c2d-4f8e1b5a6c3d`
Timestamp Unix in millisecondi (48 bit) + cifra 7 + parte casuale
v1 — `6ba7b810-9dad-11d1-80b4-00c04fd430c8`
Timestamp gregoriano spezzato in tre campi + cifra di versione 1
v5 — `74738ff5-5367-5958-9aee-98fffdcd1876`
Hash SHA-1 di namespace + nome: a parità di input esce sempre questo UUID

Quando serve un UUID

Gli scenari più frequenti tra chi sviluppa

Chiave primaria nei nuovi progetti

Con la v7 gli inserimenti finiscono in coda all'indice B-tree, senza bisogno di una colonna sequenziale separata.

ID di sessione e di richiesta

v4 o v7 per identificatori difficili da indovinare da passare tra frontend, API e log.

Chiavi di idempotenza nei pagamenti

Un UUID per ogni richiesta permette al backend di scartare i doppi invii, come prevedono le API di Stripe e Adyen.

ID stabili a partire da dati noti

La v5 restituisce sempre lo stesso UUID per lo stesso namespace + nome, per esempio un URL o un indirizzo email.

Nomi file negli upload

Rinomina i file caricati con un UUID prima di salvarli su S3 o GCS ed eviti collisioni e nomi con caratteri strani.

Correlation ID nel tracing distribuito

Allegalo a ogni riga di log e propagalo tra i microservizi per ricostruire il percorso di una singola richiesta.

Errori comuni con gli UUID

Usare la v4 come chiave primaria su tabelle grandi

I valori casuali finiscono in punti sparsi dell'indice e, con molti inserimenti, provocano page split e frammentazione. Per le nuove tabelle la v7 è più adatta.

Pensare che v1 e v6 non rivelino nulla

Entrambe contengono il momento di creazione. Se l'orario di un record deve restare riservato, meglio la v4.

Aspettarsi valori casuali da v3 e v5

Sono deterministiche per progetto: stesso namespace e stesso nome producono sempre lo stesso UUID.

Namespace personalizzato non valido in v3/v5

Se l'UUID inserito come namespace non è nel formato corretto, l'hash viene calcolato su byte sbagliati e il risultato non ha senso, senza alcun avviso a schermo. Controlla il formato prima di usarlo in produzione.

Scegliere la v3 quando basterebbe la v5

La v3 si basa su MD5, ormai sconsigliato; la v5 usa SHA-1 e copre lo stesso caso d'uso. Tieni la v3 solo per compatibilità con sistemi che la usano già.

Confrontare UUID facendo distinzione tra maiuscole e minuscole

La forma canonica è in minuscolo, ma la RFC tratta maiuscole e minuscole come equivalenti. Normalizza prima di confrontare stringhe provenienti da sistemi diversi.

Perché la v7 è diventata lo standard per i nuovi progetti

La v7 mette un timestamp Unix a 48 bit nei bit più significativi: ogni nuovo valore è maggiore del precedente, quindi le righe nuove vengono inserite verso la fine dell'indice B-tree. È lo stesso vantaggio di un BIGSERIAL, ma con un identificatore generabile ovunque, anche lato client e senza coordinamento tra server.

Il rischio di collisione resta trascurabile: per la v4 servirebbero circa 2,71 miliardi di miliardi di UUID per avere il 50% di probabilità di un doppione, e la v7 aggiunge il prefisso temporale che separa i valori di millisecondi diversi. La v6 aveva già reso ordinabile la v1, ma conserva l'epoca gregoriana del 1582; la v7 usa l'epoca Unix che ogni linguaggio e database gestisce nativamente.

UUID v1, v4, v5 e v7 a confronto

Quale versione usare in base al caso

v1
v4
v5
v7
Algoritmo
Timestamp gregoriano
Casuale
SHA-1 su namespace + nome
Timestamp Unix in ms + casuale
Contiene l'orario
sì (non ordinabile)
no
no
sì (ordinabile)
Prestazioni in inserimento
scarse
scarse
—
le migliori
Ideale per
sistemi legacy
uso generico
ID stabili da un nome
nuove chiavi primarie

Domande frequenti

Nessuna nella pratica: GUID è il nome usato da Microsoft per lo stesso identificatore a 128 bit definito dalla RFC 4122. Gli UUID generati qui funzionano come GUID in .NET, SQL Server o nelle API di Windows.

Fonti e approfondimenti

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